GHOSTBUSTERS (2016) - RECENSIONE

Gli anni '80 sono stati particolarmente prolifici nel proporre e riuscire ad affermare vere e proprie icone pop, oramai indelebili dall'immaginario comune e ammantate di una certa aria di "sacralità" che le rende, soprattutto agli occhi dei fan più nostalgici, sostanzialmente intoccabili. Un esempio di peso é certamente Ghostbusters: la commedia fantastica diretta da Ivan Reitman ha avuto, negli anni, un sequel nell'89, una serie animata e svariate versioni videoludiche, ma nel momento in cui il tanto a lungo rimandato terzo episodio ufficiale é stato definitivamente cassato in favore di un singolare reboot, su internet si sono riversate le aprioristiche critiche di una notevole fetta di fan della saga. 
Alcuni hanno semplicemente sollevato semplici e legittime perplessità, in molti invece si sono lanciati in una vera e propria crociata ai danni e all'indirizzo del regista Paul Feig e del cast "al femminile" della pellicola, arrivando a ridicoli estremi come il record di pollici versi mai rivolti ad un trailer su Youtube.
Questo ci porta quindi a dover fare una doverosa premessa: in sede di recensione si valuta in primis il film in sé e per sé, ma chiaramente, soprattutto in casi come questo, non ci si può esimere da un confronto con l'originale, anche per dare un senso e tentare di mettere un punto a tutta la polemica.
E chi chiamerai?.
Erin Gilbert (Kristen Wiig) è una ricercatrice universitaria di scarso successo in cerca di un'opportunità. Quando, dal nulla, sbuca nuovamente fuori un libro sul paranormale redatto molti anni prima insieme a una compagna di corso, la sua credibilità cade a picco.
Non tutto, però, é perduto: proprio insieme alla sua vecchia amica, Abby (Melissa McCarthy), all'ingegnere sui generis Jillian e alla sanguigna impiegata nei trasporti pubblici Patty metteranno su un bizzarro team di acchiappa fantasmi destinato a combattere un'incredibile minaccia che si sta per abbattere su New York...
Noi redivivi, loro redimorti.

Dopo tante chiacchiere, passiamo ai fatti: com'è questo fantomatico reboot di Ghostbusters? I detrattori se ne facciano una ragione: il film di Paul Feig non é certamente un capolavoro ma allo stesso modo non merita l'ingiusto trattamento che gli é stato riservato da molti.
Sicuramente, durante la realizzazione, ci si é mossi più volte su di un campo minato e sono stati fatti alcuni errori di marketing e comunicazione, ai piani alti: ma ciò è ininfluente sulla effettiva qualità del film, che pur viaggiando esattamente sulle stesse coordinate a livello di tono e tematiche si dimostra un prodotto slegato e abbastanza ben congegnato. Feig é un veterano delle commedie d'azione e, sebbene i ritmi non siano sempre scatenati e dal punto di vista dell'action abbiamo visto di meglio nelle sue precedenti prove (Spy, ad esempio), dal punto di vista della commedia il tutto funziona alla perfezione: in media, le battute sono assai divertenti ma senza essere eccessivamente politically uncorrect; l'improvvisazione, qui come nell'originale, gioca un ruolo fondamentale e ci sentiamo tranquillamente di dire, con tutto il rispetto possibile, che le nuove Acchiappa fantasmi siano anche dei personaggi più simpatici e positivi degli originali.