È facile quindi intuire fin da subito una certa mancanza di originalità all'interno della sceneggiatura firmata da Fabio Bonifacci insieme allo stesso Siani, che del film osserva: "La rinascita emotiva è il motore autoriale che si è acceso in me e che mi ha dato lo stimolo per mettere in piedi un nuovo progetto cinematografico che raccontasse le differenze tra ottimismo e pessimismo, tra pensiero negativo e pensiero positivo, tra capacità di chi sa reagire ad una ‘caduta' e chi, invece, ha la completa mancanza di forza nell'affrontare i mille inciampi che purtroppo ci offre la vita". Mancanza di originalità ulteriormente accentuata da una più o meno vaga assonanza di Mister Felicità con il verdoniano acqua e sapone dal momento in cui, in prossimità dei campionati europei di pattinaggio, Martino tenta di ridare fiducia alla campionessa Arianna Croft interpretata da Elena Cucci, la quale sembra averla completamente persa in seguito ad una brutta caduta sul ghiaccio. Campionessa cui fa da madre la Carla Signoris che, insieme alDavid Zed coinvolto nel ruolo di allenatore della nazionale di pattinaggio, completa lo sprecato buon cast di oltre un'ora e mezza di visione che individua il suo più grande difetto nell'indecisione manifestata per quanto riguarda la strada comica da intraprendere. Perché, al di là dei già citati rimandi ad analoghe operazioni italiane, non mancano neppure imprese fantozziane (si pensi alla gag con il fucile ed a quella con il pattino da ghiaccio) fuori luogo quanto le sequenze che rimandano in maniera evidente alle commedie demenziali d'oltreoceano (da un'interferenza proto-American pie 2 ad un imprevisto con il pappagallo in puro Farrelly Bros style). E non è sufficiente qualche battuta simpatica a strappare il tutto dalla morsa della fiacchezza.
