Questa stagione non è altro che una corsa a fermare Olivia prima che realizzi la Red Forest (la distruzione del tempo) grazie alla potenza di Titan. Ne succedono un po’ di tutti i colori, vari personaggi muoiono e ritornano, se viaggi nel tempo e non ti preoccupi dei paradossi (ma in fondo se il tempo sta collassando cos’è la minaccia di un piccolo paradosso in più?) puoi sempre recuperare qualcuno e portarlo nel tuo tempo. Deacon viene abbandonato e per un paio di episodi ci fanno credere che sia passato con Olivia, per fortuna non lo tirano troppo per le lunghe questo equivoco. Prima scopriamo che Olivia ha una figlia che per lei è solo uno strumento creato per carpire la scienza dei coniugi Jones e terminare Titan, poi ci fanno credere che questa ragazza (che fugge dalla madre) possa essere la madre di Cole, poi ci rivelano che in realtà la madre di Cole è Hannah e quindi Katarina Jones biologicamente è sua nonna. Infine ci dicono che l’unico modo per impedire sia la Red Forest che la pandemia è cancellare Cole dal tempo con un programma inventato dai primari. Alla fine però dopo essersi sacrificato per salvare tutti, anche Cole sarà salvato perché la Jones trucca un po’ le carte seguendo un appello che le fa Ethan, sì riusciamo anche a rivedere James Callis.
12 Monkeys non è hard sci-fi, nemmeno ci prova, ma poi si può fare hard sci-fi sui viaggi nel tempo? Io non credo, né sappiamo talmente poco, probabilmente non sono nemmeno possibili, a quale scienza si dovrebbe appoggiare chi scrive? Ma 12 Monkeys a mio parere nemmeno si è preoccupato di costruire un incrocio di storyline e timeline che sembrasse un meccanismo a orologeria, direi che da un paio di stagioni a questa parte potremmo liquidarle con “wibbily wobbly timey wimey” prendendo a prestito una famosa espressione pronunciata in un altro show.
Non è un problema, io la prendo come una favola fantascientifica, non mi pongo il problema, qualche problema me lo pone invece che a seconda della comodità degli autori l’incrocio fra due versioni di una persona o di un oggetto appartenenti a tempi diversi abbia degli effetti o pure no, nella prima stagione ogni volta che Cole era anche solo nelle vicinanze del suo doppio avvertiva un malore, ultimamente si toccano pure, OK Cole è speciale, il suo rapporto col flusso temporale l’ha evoluto, ma in queste ultime stagioni è stato un continuo incontrarsi di persone col proprio doppio, è successo a un sacco di personaggi, e niente nessuno malore.
E gli oggetti? Il famoso paradosso esplosivo? Non è scomparso, la Jennifer anziana lo utilizza nell’ultimo episodio per convincere il Deacon che non sa nulla di viaggi nel tempo che dice la verità , ma gli oggetti addosso ai personaggi che incontrano il proprio doppio? Voi direte, ma i vestiti si cambiano! Beh ma gli occhiali della Jones per esempio? Se guardo al complesso delle 4 stagioni di 12 monkeys questa è l’unica faciloneria che non perdono agli autori, ma ciò non inficia il giudizio positivo.
Non è un problema, io la prendo come una favola fantascientifica, non mi pongo il problema, qualche problema me lo pone invece che a seconda della comodità degli autori l’incrocio fra due versioni di una persona o di un oggetto appartenenti a tempi diversi abbia degli effetti o pure no, nella prima stagione ogni volta che Cole era anche solo nelle vicinanze del suo doppio avvertiva un malore, ultimamente si toccano pure, OK Cole è speciale, il suo rapporto col flusso temporale l’ha evoluto, ma in queste ultime stagioni è stato un continuo incontrarsi di persone col proprio doppio, è successo a un sacco di personaggi, e niente nessuno malore.
E gli oggetti? Il famoso paradosso esplosivo? Non è scomparso, la Jennifer anziana lo utilizza nell’ultimo episodio per convincere il Deacon che non sa nulla di viaggi nel tempo che dice la verità , ma gli oggetti addosso ai personaggi che incontrano il proprio doppio? Voi direte, ma i vestiti si cambiano! Beh ma gli occhiali della Jones per esempio? Se guardo al complesso delle 4 stagioni di 12 monkeys questa è l’unica faciloneria che non perdono agli autori, ma ciò non inficia il giudizio positivo.
Intendiamoci io non credo affatto che davvero nella prima stagione sapessero che la mummia ibernata sarebbe stata Olivia, ma non credo che per nessuna serie sia possibile una cosa del genere, però ho apprezzato che nell’ultima stagione abbiano cercato di riempire più caselle possibile, quando Jennifer disse che gli occhi della mummia avevano qualcosa tutti abbiamo pensato a Otter eyes (Cole) ora ci dicono che semplicemente volesse dire che erano familiari (in effetti lei ha conosciuto Olivia da vicino, per un po’ è stata praticamente una tutrice per lei) però mi sta bene così è un bel modo di non lasciare qualcosa inspiegato. Se gli autori sono stati abbastanza attenti da ricordarsi questo ed altri fili in sospeso e hanno cercato negli ultimi episodi della serie di chiudere tutto, sulla questione paradossi, sia per quel riguarda gli oggetti che gli incontri di personaggi col proprio doppio, potevano fare in modo di essere univoci. Quegli accenni di malore da particolare cool sono diventati un boomerang, i paradossi esplosivi a comodo peggio.
Ma quello in cui l’ultima stagione ha davvero vinto è stato rinforzare ancora di più l’empatia col nostro gruppo di eroi, hanno esplicitamente trasformato il gruppo che ha ruotato attorno al progetto splinter in una famiglia, con due assi principali, il rapporto madre figlio tra Katarina e Cole (poi si scopre che lei è la nonna ma poco importa, anche lui ha detto di aver avuto due madri) e la storia d’amore tra Cole e Cassie, poi hanno fatto sentire noi spettatori parte di questa famiglia.
Tutte le scelte che hanno fatto sulle dinamiche tra i personaggi le ho apprezzate, nella prima stagione sembrarono prospettare un triangolo amoroso Jennifer-Cole-Cassie, si devono essere resi conto che il pubblico di 12 monkeys non voleva cazzate di triangoli, tra l’altro se Cole-Cassie doveva essere la storia d’amore per eccellenza costringere Jennifer a ruolo di terzo incomodo l’avrebbe relegata in un ruolo in cui il pubblico avrebbe dovuto odiarla, poi si devono essere resi conto delle grandi potenzialità di Emily Hampshire e del suo personaggio ed è finita come sappiamo, ha finito per diventare un personaggio fondamentale e una beniamina del pubblico e il triangolo è rimasto un brutto spettro mai concretizzatosi, in questa stagione si è confermato tutto il bene che avevo scritto su di lei nella recensione della terza. Del resto questa stagione è stata girata molto tempo fa, terza e quarta sono state girate insieme.
Stessa cosa per quel che riguarda il possibile triangolo Deacon-Cassie-Cole, l’hanno accennato, poi hanno portato la storia in altra direzione, anche qui credo si siano accorti che Deacon era oro, non potevano sprecare il suo personaggio per farne l’antagonista della storia d’amore che doveva essere.
Deacon li ha ripagati, anche se a differenza di Jennifer che in questa stagione ha avuto tantissimo spazio e centralità trovo che lui in questa sia leggermente arretrato rispetto ai fasti della precedente (nella recensione della terza avevo indicato Jennifer e Deacon come miei personaggi della stagione insieme ad Olivia) ma del resto in questa hanno dovuto dedicare tanto spazio alla storia familiare di Cole e (giustamente) hanno voluto ripescare tutti i personaggi fondamentali (il rapporto fraterno tra Cole e Ramse doveva essere ripescato e salvato per forza, contento anche di questo e non solo perché ci ha dato la possibilità di rivedere il bravo Acevedo).
Ma quello in cui l’ultima stagione ha davvero vinto è stato rinforzare ancora di più l’empatia col nostro gruppo di eroi, hanno esplicitamente trasformato il gruppo che ha ruotato attorno al progetto splinter in una famiglia, con due assi principali, il rapporto madre figlio tra Katarina e Cole (poi si scopre che lei è la nonna ma poco importa, anche lui ha detto di aver avuto due madri) e la storia d’amore tra Cole e Cassie, poi hanno fatto sentire noi spettatori parte di questa famiglia.
Tutte le scelte che hanno fatto sulle dinamiche tra i personaggi le ho apprezzate, nella prima stagione sembrarono prospettare un triangolo amoroso Jennifer-Cole-Cassie, si devono essere resi conto che il pubblico di 12 monkeys non voleva cazzate di triangoli, tra l’altro se Cole-Cassie doveva essere la storia d’amore per eccellenza costringere Jennifer a ruolo di terzo incomodo l’avrebbe relegata in un ruolo in cui il pubblico avrebbe dovuto odiarla, poi si devono essere resi conto delle grandi potenzialità di Emily Hampshire e del suo personaggio ed è finita come sappiamo, ha finito per diventare un personaggio fondamentale e una beniamina del pubblico e il triangolo è rimasto un brutto spettro mai concretizzatosi, in questa stagione si è confermato tutto il bene che avevo scritto su di lei nella recensione della terza. Del resto questa stagione è stata girata molto tempo fa, terza e quarta sono state girate insieme.
Stessa cosa per quel che riguarda il possibile triangolo Deacon-Cassie-Cole, l’hanno accennato, poi hanno portato la storia in altra direzione, anche qui credo si siano accorti che Deacon era oro, non potevano sprecare il suo personaggio per farne l’antagonista della storia d’amore che doveva essere.
Deacon li ha ripagati, anche se a differenza di Jennifer che in questa stagione ha avuto tantissimo spazio e centralità trovo che lui in questa sia leggermente arretrato rispetto ai fasti della precedente (nella recensione della terza avevo indicato Jennifer e Deacon come miei personaggi della stagione insieme ad Olivia) ma del resto in questa hanno dovuto dedicare tanto spazio alla storia familiare di Cole e (giustamente) hanno voluto ripescare tutti i personaggi fondamentali (il rapporto fraterno tra Cole e Ramse doveva essere ripescato e salvato per forza, contento anche di questo e non solo perché ci ha dato la possibilità di rivedere il bravo Acevedo).
Capito ora perché il mio giudizio è positivo? In realtà che per Cole ci sarebbe stato il lieto fine è stata una mia certezza per tutta la durata dell’episodio (e meno male in fondo, già ho visto il finale con quel groppo in gola con sui si guarda una serie che hai seguito per anni che ti sta salutando con un forse ruffiano, ma sempre commovente, lungo addio) e a dire la verità un finale tragico con Cole eroe sconosciuto e cancellato dal tempo, che al massimo appariva nei sogni di Cassie l’avrei preferito, avrebbe conferito un’altra epicità al suo viaggio, ma lo posso certamente perdonare agli autori di aver voluto far felice il pubblico fedele che per la maggior parte vuole il lieto fine.
Alla fine malgrado le sbavature o le dimenticanze di comodo l’impressione che gli autori e il cast mi hanno lasciato è di aver amato tantissimo fare questa serie e il rapporto con i fan e questo a volte nella serialità sopravanza il valore oggettivo, questo modo di concludere cercando di non dimenticare nessun personaggio ma anche nessuno degli spunti narrativi seminati (la mummia), il fatto di aver riportato dentro il virus che sembrava dimenticato, quasi in un omaggio alla storia originale (quella del film di Gilliam) da cui tutto è partito mi ha lasciato l’impressione che gli autori abbiano amato profondamente la loro creatura, come potremmo non fare altrettanto?.
Alla fine malgrado le sbavature o le dimenticanze di comodo l’impressione che gli autori e il cast mi hanno lasciato è di aver amato tantissimo fare questa serie e il rapporto con i fan e questo a volte nella serialità sopravanza il valore oggettivo, questo modo di concludere cercando di non dimenticare nessun personaggio ma anche nessuno degli spunti narrativi seminati (la mummia), il fatto di aver riportato dentro il virus che sembrava dimenticato, quasi in un omaggio alla storia originale (quella del film di Gilliam) da cui tutto è partito mi ha lasciato l’impressione che gli autori abbiano amato profondamente la loro creatura, come potremmo non fare altrettanto?.
Titolo: 12 Monkeys
Genere: fantascienza, thriller
Episodi: 11
Durata episodi: 45 minuti
Trasmissione italiana: Inedita



