Grande morale di quest'ultima stagione viene ripetutamente pronunciata dai "cattivi", che rivelano aver compiuto atti di discutibile natura per nobili ragioni. Primo fra tutti è l'Uomo con gli uncini (Usman Ally), di cui la serie ci regala un interessante flashback: con il vero nome di Fernald Controsenso, l'uomo faceva anch'egli parte di VF (VFD in originale), ma venne cacciato dopo aver dato fuoco a una grotta segreta dove altri membri stavano sperimentando la crescita di un fungo velenoso.
L'incendio gli provocò la perdita delle mani e, rimasto solo, Fernald venne accolto a braccia aperte dal Conte Olaf. L'uomo racconta la sua storia agli orfani Baudelaire nel tentativo di far vedere loro come non ci sia nulla di totalmente buono o totalmente cattivo, ma che buone motivazioni possono portare a compiere atti cattivi. Questa morale verrà ripetuta da Olaf durante il processo nell'hotel Denouement, prima di raccontare cosa sia davvero successo la sera dell'opera e perché si sia rivoltato contro VF.
I fan della serie originale avranno notato che l'episodio finale aggiunge molte più informazioni riguardo ai misteri intorno agli orfani Baudelaire. Infatti, nei romanzi Lemony Snicket non rivela mai cosa ci sia dentro la zuccheriera, o che fine faccia la figlia di Kit Snicket. A tutte queste domande offre una risposta l'ultimo episodio, intitolato "La Fine", con grande sorpresa dei lettori. Nonostante la serie abbia promesso e ripromesso nessun lieto fine per i nostri protagonisti, sembra che Netflix non ci abbia voluto lasciare completamente a mani vuote. Se comunque rimaniamo all'oscuro di cosa sia davvero successo agli orfani Baudelaire dopo aver abbandonato l'isola, abbiamo l'opportunità di dare un piccolo sguardo a una cresciuta Beatrice Baudelaire alla ricerca dello zio Snicket. Questo suggerisce che non solo il gruppo sia arrivato a terra incolume, ma che Klaus, Violet e Sunny abbiano cresciuto la piccola Beatrice come un membro della propria famiglia, con tanto di cognome - come effettivamente rivelato nel libro The Beatrice Letters.
Le grandi forze "tecniche" di Una Serie di Sfortunati Eventi rimangono la scenografia e i costumi, sempre pronti a stupire il proprio pubblico. I travestimenti della gang del Conte Olaf vengono sostituiti in questa stagione da innumerevoli personaggi extra, e il costume design ha sicuramente dato il meglio di sé grazie a Carmelita (‘tap-dancing ballerina fairy princess veterinarian' sarà sicuramente il costume dell'anno) ed Esmé Squalor (Lucy Punch), soprattutto con il suo costume da octopus. L'hotel Denouement ruba la scena a qualsiasi altro set esterno, con un grandissimo cenno al Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Insomma, se Neil Patrick Harris non avesse già scommesso sul Conte Olaf la performance di una vita, e Lemony Snicket non fosse un genio letterario del macabro e ridicolo, Una Serie di Sfortunati Eventi potrebbe semplicemente reggersi su tutto ciò che c'è di contorno. Fortunatamente, però, possiamo goderci il pacchetto completo.
Titolo: Una Serie di Sfortunati Eventi
Genere: drammatico, commedia
Episodi: 7
Durata episodi: 42-64 minuti
Trasmissione italiana: Netflix



